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"Clandestini" o "importatori di democrazia", restano comunque nostre vittime

La doppia faccia delle stragi e la nostra responsabilita'

Brutali politiche razziste fanno ancora piu' vittime della stessa furia assassina dei raptus massacratori di singoli folli criminali neonazisti
3 agosto 2011 - Peppe Sini (Centro di ricerca per la Pace di Viterbo)

La strage delle vittime delle guerre, delle guerre sempre terroriste e sempre assassine, delle guerre cui anche l'Italia illegalmente partecipa: in Afghanistan, in Libia. E la strage dei migranti che muoiono annegati nel Mediterraneo, i migranti in fuga dalle guerre, dalle dittature, dai colpi di stato, dai luoghi in cui l'ordine mondiale dei vampiri che rapina interi continenti le popolazioni rapinate condanna alla miseria, alla fame, alla morte.

I migranti uccisi dalle politiche razziste che arrivano a negare il loro diritto alla fuga per salvarsi la vita, che negano loro il diritto d'asilo, che negano loro quell'accoglienza e assistenza che ad ogni essere umano e' dovuta.

La strage dei migranti di cui e' corresponsabile anche l'Italia e l'Unione Europea, le cui brutali politiche razziste fanno ancora piu' vittime della stessa furia assassina dei raptus massacratori di singoli folli criminali neonazisti - ed e' evidente la continuita' tra i due fenomeni, e come il razzismo patologico dei singoli terroristi sia anche uno dei frutti avvelenati del razzismo istituzionale di tanti stati e governi del mondo.

Cessi la partecipazione italiana alle guerre: torni l'Italia al rispetto della legalita' costituzionale, della civilta' giuridica, della coscienza umana. Cessi la persecuzione razzista dei migranti da parte dell'Italia: torni l'Italia al rispetto della legalita' costituzionale, della civilta' giuridica, della coscienza umana.

E' dovere di noi cittadini italiani ottenere che il nostro paese, il nostro stato, cessi di uccidere con le guerre e il razzismo; e' dovere di noi cittadini italiani ottenere che il nostro paese, il nostro stato, torni ad essere un paese civile, uno stato di diritto, un luogo di esseri umani consapevoli che vi e' una sola umanita' di cui tutti gli esseri umani fanno parte.

Peppe Sini responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo

Viterbo, primo agosto 2011

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